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NELLA TANA DELLE TIGRI

October 4, 2016

 

Protagonista di numerosi romanzi d’avventura,

ha alimentato leggende in tutte le culture tanto da essere stata venerata per anni,

occupando una posizione importante anche nella mitologia asiatica.

Nei Romanzi  in cui viene rappresentata,  il tema principale è quello tra uomo e natura.

Un incontro basato sull’ amore e sull’ armonia di tutti gli esseri viventi.

Quest'incontro rimane però un utopia da romanzo, poiché la natura per quanto bella, è anche crudele e spietata;

in cui vige un'unica sola regola, sopravvive chi è più forte.

 

Nel regno animale tra le creature che dividono la terra con l’uomo,

il più forte per  eccellenza  non può che essere il felino più grande, la tigre.

Situato all ’apice della catena alimentare, 

è una macchina perfetta capace di sembrare cosi docile ed affettuosa  e mostrare all’ improvviso,

tutto il suo istinto predatorio e la sua ferocia.

 

Quel suo mantello striato unico al mondo,

quel suo passo felpato ed elegante,

quel ruggito da far venire i brividi,

quei baffi lunghi da voler assomigliare al suo discendente domestico

e quello sguardo cosi penetrante simbolo della determinazione,  lo rendono un animale bello e impossibile da avvicinare .

Infatti è troppo alta la probabilità di mostrare il suo animo selvaggio in un incontro con l'uomo,

trasformandolo in  un delizioso bocconcino, utile a sfamare il suo stomaco.

Cosi quest’animale non può essere avvicinato in nessun modo.

 

Tuttavia, l’unico posto al mondo dove poter entrare in contatto, in modo cosi ravvicinato con questo animale è la Thailandia.

Esiste qui il tempio delle tigri.

Un Tempio appunto, creato per salvaguardare le tigri dal bracconaggio,

in cui fin da piccole sono nutrite e abituate a comportamenti domestici.

Queste tigri non conoscono il sapore del sangue di conseguenza sembrano dei grandi micioni al servizio dei monaci.

In questo luogo infatti si fondono la saggezza e la spiritualità dei monaci con  l’aggressività e il materialismo felino.

Sarebbe tutto perfetto se non fosse per quel guinzaglio, quelle catene, quelle sbarre.

Una volta dentro si possono sfamare  i piccoli cuccioli, che come gatti assumono posizioni bizzarre e giocano con i visitatori del tempio.

Discorso diverso invece per le tigri piu grandi.

 

Ne ricordo una in particolare, si chiamava Fayza .

Un esemplare adulto di circa 8 anni e con un peso di 230 kg.

Le sue dimensioni erano davvero spaventose,

solo la coda era lunga più di un metro e la testa era grande quanto metà del mio corpo.

Una volta dentro la sua tana, ho sentito l'adrenalina crescere sempre di piu,

il cuore battere  velocemente, e il sangue pulsare nelle vene.

una volta al suo cospetto lei era seduta, ed io dovevo sedermi sempre alle sue spalle per non attirare troppo la sua attenzione. 

Devo ammettere che nell'abbracciarla ho avuto un po di paura,

ma una volta poggiata la testa sul suo dorso ho accarezzato la sua pelliccia cosi liscia, potendo così sentire il suo respiro,

che mi trasmetteva  un sentimento ambivalente, 

diviso tra tranquillità e debolezza nel farmi sentire cosi piccolo ed impotente davanti a tanta forza.

 

Il nostro sguardo s'incorciò solo una volta .

Ma bastò quella sola volta, per vedere all'interno di quei grandi occhi, il velo di tristezza che accompagnava il suo animo.

Quell' immagine rimase impressa nella mia testa. 

Ripensavo a quella povera bestia,

circondata dal grigio delle sbarre e delle mura, 

ripensavo alle catene al collo,

e ripensavo al fatto che non poteva più stare nella sua casa,

immersa nella foresta e nel verde in cui poter correre e cacciare libera .

Libera si, è cosi che dovresti essere .

Ho avuto la fortuna d'incontrare cosi da vicino un animale di cui sono innamorato, 

Pensandoci però, sarebbe meglio che quest' incontro rimanga solo rappresentato nei romanzi.

Come due innamorati platonici che si amano ma che purtroppo non possono incontrarsi e stare insieme. 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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