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CON LA MONGOLIA NEL CUORE

December 12, 2018

 

 

Prima di partire per questo Giro del mondo

La domanda che spesso mi veniva posta , ogni qual volta  parlassi  delle mie future tappe era:

 

Ah ma quindi vai in Mongolia?

E che ci vai a fare?

 

La tappa Mongola pareva essere un intruso tra le famose e conosciutissime mete del turismo popolare,

ma come spesso accade sono sempre le mete meno conosciute a regalare le sorprese più belle.

La terra di Gengis khaan è stata senza dubbio una piacevolissima sorpresa.

Con la stessa facilità con la quale il grande condottiero mongolo conquistava i territori nemici,

anche il suo stesso paese, giorno dopo giorno conquistava spazi nel mio cuore.

Ho scoperto un paese costituito da gente semplice e dall'animo aperto,

pronta a spalancarti le porte di casa propria solo per offrirti un pasto o un tetto sotto cui dormire;

 

ho scoperto che la steppa è infinitamente grande ed ha il  sapore della libertà.

Spazi infiniti di verde e di marrone si distendono oltre l'orizzonte,

contrastando un cielo dipinto di un azzurro cosi intenso da far luccicare gli occhi.

Si percorrono strade senza segnali stradali, dove gli unici punti di riferimento sono dettati da elementi naturali.

In quelle lunghe strade povere di vite umane, brulicano gli animali allo stato brado. 

Oltre il finestrino volano aquile ed avvoltoi ;

mandrie di mucche, pecore e yak pascolano autonomamente e cavalli selvaggi corrono liberi nel vento .

 

Ho avuto davanti agli occhi l'utopia del mondo che vorrei;

un mondo in cui gli animali scorrazzano felici,

un mondo in cui, questi, nascono e muoiono liberi.

 

In questa terrà si possono provare esperienze intense,

come quelle che possono essere fatte all'interno del deserto del Gobi. 

Io, ho dormito spesso all'interno del sacco a pelo adagiato sul pavimento delle Gher (tipiche abitazioni circolari mongole) .

La notte si percepisce il gelo delle temperature che scendono sotto lo zero 

ma ci si riscalda con del Chai al latte preparato dai nomadi,

con la stufa posta al centro della stanza, alimentata con lo sterco  di animale

e con il calore della gente che racconta delle storie antiche.

E se per un attimo si decide di uscire fuori, 

per qualche istante ci si può riscaldare il cuore rimanendo con il naso all'insù.

Milioni di stelle con le varie costellazioni sono visibili ad occhio nudo e sembrano cosi vicine da poter essere toccate.

 

Oltre a tutto questo si attraversano laghi ghiacciati, dune di sabbia su cammelli e lande infinite in motocicletta.

Infine, bisogna aggiungere la bellezza dei volti mongoli e dei i loro bambini.

Volti così particolari che ogni singolo scatto racconta la storia della loro vita.

Alcuni volti sono scavati dalle rughe, altri hanno guance arrossate dal freddo, 

ma tutti hanno degli occhi che parlano una lingua propria.

Tutto questo, ha conquistato un pezzo importante nel mio cuore e sono sicuro che potrebbe conquistare anche spazio nel vostro!

 

 

 

 

I VOLTI DELLA GENTE

 

 

IL MIO PALLONE:

 

 

 

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